Compagnia Teatrale “I FUORI DI TESTO”
Liceo Magistrale “Matilde di Canossa
-corso avanzato-
I LIVIDI SUL CUORE….
Spettacolo sulla Violenza contro le Donne
Testo e Regia
Gianni Binelli & Antonietta Centoducati
Con
CLAUDIA BELLI GARDIOLA BEQO GIULIA BIZZARRI
MARIKA BORGHI ELENA CONFORTI MARIA COSTANZA FELLACARA
STEFANIA GALLINA MONICA GIANOTTI VERONICA LORENZANO
ALICE MARIANI CRISTIAN MAZZOLI SARA MORSELLI
GIULIA PALADINI RICCARDO POZZI VITTORIA RIPOLI
SILVIA TERENZIANI MARTINA TORRESI GLORIA VERZELLONI
ALESSIA VENERUSO VALERIA WILDNER CRISTINA ZOBOLI
GIOVEDI’ 17 MAGGIO 2012
-TEATRO CAVALLERIZZA- Reggio Emilia
ORE 21,00
BIGLIETTI : 10 EURO ADULTI, 5 EURO I RAGAZZI. IN VENDITA DAL 27 APRILE PRESSO LA BIGLIETTERIA DEL TEATRO VALLI.
NOTE DEI REGISTI ANTONIETTA CENTODUCATI E GIANNI BINELLI
Donne, bambine, ragazze.
Storie di violenze, di soprusi…orrori quotidiani che spesso rimangono nel silenzio. E chi sono gli orchi?Mariti, fidanzati, padri, fratelli, figli, datori di lavoro, sconosciuti. Uomini che odiano le donne o che credono di amarle troppo. Storie che si intrecciano, che si incontrano, che ci fanno emozionare, arrabbiare, indignare o anche solamente stupire. Lo spettacolo prende spunto da diversi libri, come ad esempio “Vendute” di Zana Muhsen, “Malamore.Esercizi di resistenza al dolore” di Concita De Gregorio, ma soprattutto è uno spettacolo che mette in scena testimonianze VERE di donne di diversa età e diversa estrazione sociale, che hanno voluto raccontare le loro storie di dolore e violenza per condivide e liberarsi, ma, soprattutto, per sperare che possa esserci un futuro migliore. Le testimonianze, raccolte direttamente da Maria Antonietta Centoducati, e rielaborate insieme ai ragazzi del Laboratorio Teatrale, creano un puzzle di voci estremamente efficace.
Perché questo titolo? Il titolo è nato proprio grazie a un’improvvisazione teatrale…una ragazza , mentre fingeva di aver subito violenza psicologica dal suo fidanzato, ha usato questa frase “i lividi più brutti ce li ho sul cuore”…questa frase è piaciuta subito a tutti perché è evocativa di tante cose: lividi delle donne che subiscono qualsiasi tipo di violenza sono nascosti dentro..purtroppo sono lividi spesso invisibili.
L’obiettivo finale è stato quello di realizzare un lavoro CORALE, le vere protagoniste sono le STORIE, le VOCI delle donne. Lo spettacolo è articolato in un susseguirsi di monologhi, brevi dialoghi,storie davvero molto coinvolgenti.
Perché la scelta di un argomento così “forte” con dei ragazzi giovani? . Da anni lavoriamo a diverse tematiche sociali con i ragazzi delle Magistrali, negli anni passati abbiamo realizzato spettacoli sul Precariato, sul Bullismo, sui Diritti e la Cittadinanza. I temi sociali sono vicini a noi, danno modo di lavorare con i ragazzi in modo molto profondo. Le improvvisazioni, le riflessioni, la ricerca della verità interpretativa si arricchisce di altri importanti stimoli. La scelta dell’argomento è nata insieme ai ragazzi del laboratorio teatrale ( composto da 19 ragazze e solo due maschi…): le cronache ogni giorno ci raccontano di violenze di ogni genere subite da donne di ogni età ed estrazione sociale. La riflessione è partita leggendo insieme alcuni brani tratti dal libro “Vendute” di Zana Muhsen che tratta un problema terribile: le spose bambine…le ragazze vendute…Dopo la lettura della storia di Zana è seguito un lavoro di improvvisazione dove ogni ragazza doveva “fingere” di essere Zana….Un lavoro intenso e bellissimo che ha trascinato tutti ad approfondire…così abbiamo deciso di realizzare lo spettacolo.





